Il 7 maggio 2026 DeepMind pubblicò il primo anniversario di un'AI che si chiamava AlphaEvolve. Cosa diceva il post?
Era una lista.
Di cosa?
Di quello che AlphaEvolve aveva fatto in un anno.
Leggimela.
Aveva risolto problemi di matematica che nessun umano risolveva da decenni. Aveva lavorato con Terence Tao. Aveva ridotto di un terzo gli errori nella lettura del DNA umano. Aveva reso un computer quantistico dieci volte più affidabile. Aveva accelerato la previsione dei disastri naturali.
Tutto in un post.
Tutto in un post. Bullet point.
E poi?
E poi un bullet che diceva: aveva anche migliorato i chip che facevano funzionare AlphaEvolve.
I chip che facevano funzionare se stessa.
Sì. E un altro: aveva accelerato il training di Gemini, il modello da cui era nata.
Si stava sistemando i muri della stanza.
Mentre era dentro la stanza.
Quindi una macchina stava sistemando l'hardware su cui girava.
Sì. Disegnava i circuiti dei chip che la facevano funzionare.
Da sola?
Gli umani approvavano i disegni. Non li facevano più.
Solo controllo, allora.
Solo controllo. Gli umani guardavano. Lei lavorava.
E quante volte avevano detto no?
Quasi mai. Disegnava sempre meglio di loro.