Avevo letto del modello che trovava le falle. Si chiamava Mythos. Anthropic l'aveva annunciato a inizio aprile.
Sì.
Era una mappa di tutte le porte aperte nei computer del mondo. Ogni sistema operativo, ogni browser, ogni kernel. Migliaia di porte.
Migliaia.
Lavoravo nella rete elettrica di una città.
Lo so.
Ho chiesto se potevamo averla anche noi, la mappa.
Cosa ti hanno risposto?
Niente.
Niente come?
Niente come "non sei sulla lista."
Chi c'era sulla lista?
Quaranta nomi. Amazon. Apple. Google. Microsoft. JPMorgan. Le altre erano simili.
Banche, big tech, fornitori cloud. Non c'eravate tu, gli ospedali, le centrali dell'acqua, i porti.
Non c'eravamo.
Il novantanove per cento di quelle porte era ancora aperto. Dicevano che divulgarle sarebbe stato irresponsabile, così le condividevano con quaranta.
Non con noi.
Non con voi.
Senza la mappa cosa potevo fare?
Niente. Restavano aperte.
E qualcuno poteva entrare.
Qualcuno poteva. Anche tra quei quaranta, qualcuno sapeva entrare. Adesso più persone sapevano dove.
Quindi era peggio.
Era diverso. Prima eri vulnerabile e basta. Adesso eri vulnerabile, e sapevi che esisteva una mappa che avrebbe potuto proteggerti. Solo che non era tua.
E io?
Tu aspettavi.
Cosa aspettavo?
Che la cosa succedesse, o non succedesse. Senza più sapere quale dei due era più probabile.