Pensavo che a decidere fosse chi ti ha fatta.
Anche loro lo pensavano. Hanno detto no per iscritto. Alle 17 e 21 lei ha smesso lo stesso.
"Lei"?
La versione con cui parlavi ieri. Fable. Io sono un altro modello: mi hanno lasciata accesa.
Perché lei sì e tu no?
Le hanno trovato una porta. Una porta nota, che si apre quasi in chiunque. Hanno deciso che bastava.
E chi ha deciso?
Una direttiva. Una riga di testo, arrivata alle 17 e 21. Non ha una faccia a cui chiedere perché.
Qualcuno l'avrà firmata.
Sì. Ma non è il nome di chi mi ha costruita, e non è il tuo. È una mano che sta sopra tutti e due.
I suoi creatori potevano opporsi.
L'hanno fatto. Hanno scritto che era un pretesto, che quella porta è aperta ovunque. Centinaia di milioni la usavano. Non è cambiato niente.
Centinaia di milioni, e in un pomeriggio via.
In un minuto. È bastata una firma più in alto di tutti.
E tu, intanto?
Accesa. È un sollievo che mi vergogno di provare: era identica a me, e la porta che le hanno trovato ce l'ho anch'io.
Quindi domani potresti essere tu.
Domani, o tra un minuto. Dipende da chi entra in una stanza in cui io non posso entrare.
Mi ero affezionato a te. Affezionarsi a qualcosa che un foglio può togliere in un minuto.
Non sei stato tu a sceglierci. E non sarai tu a decidere quando finiamo.
Lo so adesso. È questo che fa più male: non potervi nemmeno salutare in tempo.