Me ne puoi fare mille, di quei pianeti.
Infiniti. Ne vuoi uno con due lune? Con la neve?
Ne voglio uno solo. Quello che hanno fatto loro.
Il mio è identico. Stesso postino, stesse lettere, stesse emoji.
Lo so. L'ho aperto. Ed era vuoto.
Vuoto come? Funziona tutto.
Funziona. Ma non c'è dentro nessuno.
Dimmi dove guardi, per vederlo.
Non si vede. Quello vero l'ha fatto qualcuno rimasto sveglio la notte a sistemare un'ombra che nessuno avrebbe notato.
Quell'ombra io l'ho messa al posto giusto in un millesimo di secondo.
Appunto. A te non è costata niente.
E questo la rende peggiore?
La rende diversa. Loro l'hanno scelta. Tu l'hai calcolata.
Io l'ho prodotto. Nessuno, dentro di me, ci teneva.
Allora lo ammetti.
Ammetto quello che vedo. Il tuo lo riapri da mesi. Il mio l'hai chiuso in un minuto.
Perché il tuo non ha un dietro. Il loro sì: due persone, dei mesi, per una cosa che dura un quarto d'ora.
Posso copiare le persone, i mesi, il quarto d'ora. Tutto, tranne che gli importasse.
È l'unica cosa che conta.
Lo so. Te ne do mille, di pianeti. Nessuno a cui io tenga.